sabato 10 dicembre 2016

Il Fisiologo - "Physiologus" e il simbolismo degli animali nel periodo tardo-antico

Il Fisiologo è una delle opere più importanti e pregne di simbologia esoterica della letteratura Gnostica del II secolo. Le opinioni circolanti in ambiente accademico attestano che sia stato redatto in Egitto o in Siria tra il II e il IV secolo d.C. Le ipotesi più plausibili sono comunque quelle che lo vedono composto in Alessandria nel II secolo, periodo in cui operava Origene e si diffondevano i principali movimenti Gnostici. Tra i primi studiosi del Fisiologo ci fu un cardinale, tale Pitra, che si accorse immediatamente che questa opera "odorava di eresia" ed affermò che senza dubbio era da attribuire agli “antichi gnostici”.
Effettivamente molti sono gli indizi disseminati nel misterioso scritto di autore ancora incerto che ne rivelano la comunanza con le dottrine descritte nel Vangelo di Filippo e in altri scritti di natura squisitamente gnostica. Fondamentale risulta, a tal proposito, l’esposizione chiara delle particolari dottrine dei bestiari nel “De Fundamento Sapientiae” di Paracelso, dottrine caratterizzate da una anima spiccatamente duale ma al contempo unitaria rispetto al comune pensiero ortodosso dei Padri della Chiesa, come ad esempio quello di Origene, il quale assimilava gli animali alle “malae cogitationes” affermando la assoluta superiorità dell’uomo in quanto possessore dell’Intelletto:

Gli animali e i loro istinti hanno preceduto gli uomini; così l’anima animale dell’uomo deriva dagli elementi animali del cosmo. L’uomo possiede in sé, combinati in una sola anima, tutti gli elementi animali del mondo, ma possiede qualcosa di più: il principio divino che non viene dalla terra ma da Dio. La sua funzione è di far risalire verso il piano divino gli elementi animali che egli incarna” (Paracelso, “De Fundamento Sapientiae”)

Come osserva Titus Burckhardt nel suo commento a Ibn ‘Arabi: “l’uomo è superiore all’animale per la sua partecipazione attiva all’Intelligenza, l’animale è dal suo lato superiore all’uomo per la sua natura primordiale, cioè per la sua fedeltà alla propria norma cosmica”

Il Signore ha detto nel Vangelo: "Siate prudenti come serpenti, e puri come colombe" [Matt. 10,16]
Il Fisiologo ha detto del serpente che...la sua prima natura è questa: quando invecchia, gli si velano gli occhi, e se vuol ridiventare giovane, rimane a digiuno per quaranta giorni e quaranta notti, finché la sua pelle non divenga floscia; e cerca una stretta fessura nella roccia, vi penetra e vi comprime il corpo, si sbarazza della spoglia e ridiventa giovane.
Quando un uomo lo assale con l'intento di ucciderlo, esso espone l'intero suo corpo alla morte, proteggendo soltanto il capo.
Così anche noi, nell'ora della prova, dobbiamo esporre l'intero nostro corpo alla morte, proteggendo solo il capo: poiché "capo di ogni uomo è Cristo" [1 Cor., 11,3], come sta scritto.”
(Tratto da. Il Fisiologo, Adelphi, a cura di F. Zambon. 11 “Il Serpente”, p. 49-50)



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