domenica 31 luglio 2016

I Sethiani e l'origine dell'uomo

Secondo alcune interessanti fonti Gnostiche i gemelli Caino e Abele furono concepiti a seguito di un atto terribile, un atto che, in generale, dai seguaci di questa religione venne a più riprese condannato, rivelando così il senso di ripudio e avversione che gli Gnostici covavano nei riguardi della tradizionale concezione maschilista predominante in ambiente giudaico-cristiano nei primi secoli dopo Cristo. L'atto a cui, precisamente, si vuol far riferimento è quello della violenza carnale.
All'interno di uno scritto conosciuto con il nome di Apocrifo di Giovanni è narrato, infatti, che Caino e Abele nacquero a seguito di una violenza che il Demiurgo Jaldabaoth (identificato con il Dio dell'Antico Testamento) perpetrò spregiudicatamente, essendo totalmente in balia della propria natura, ai danni di Eva, la prima donna che egli medesimo estrasse dal corpo dell'uomo come elemento spirituale, poiché geloso del potere divino di cui Adamo era depositario per volontà del vero Dio.
Risulta facile dedurre, a tal proposito, il messaggio che i maestri gnostici vollero trasmettere all'umanità intera. Essi infatti non solo con questo singolare mito intenderono chiaramente denunciare l'oppressiva aria di patriarcalismo che si respirava tra ebrei e cristiani, ma desiderarono anche smentire una comune convinzione religiosa secondo cui l'essere umano fosse una creatura frutto di un Bene e dunque in sé originariamente priva di qualsiasi inclinazione al male. Lo Gnosticismo, dal canto suo, offriva una visione più pessimistica; l'uomo, come specie in sé, è principalmente frutto della violenza, oltre che della cecità, del tempo e del caos (il demiurgo, allegoria del regno della materia, all'interno delle fonti gnostiche è definito con molti nomi: Sama'el, lett. “dio cieco”, Jaldabaoth, lett. “figlio o padre del caos”, Kronos, lett. “tempo”, Saklas, lett. “stupido” o “stolto”). Gli stessi progenitori Adamo ed Eva, nei principali miti Gnostici nati in qualità di esegesi del racconto genesico, vengono alla luce plasmati letteralmente da una cieca ed egoistica forza che spinge se stessa (invano) all'autoperfezionamento. E' interessante a tal proposito rammentare come in alcune mitologie gnostiche l'uomo sia il prodotto del desiderio del Demiurgo di afferrare e riprodurre una immagine divina proiettata sull'acqua per mano del vero Dio che abita oltre il cosmo. Precisamente, il prezioso documento che ci riporta questa singolare vicenda è la “Natura degli Arconti”, e risulta singolare perché riconduce la mente al mito greco di Narciso e alla tragedia in cui si consuma la sua vicissitudine scaturita da un atto di vanità.

L'Uomo è prodotto di fattori e moti che generano violenza, e possiede in se stesso, quale esclusiva eredità, l'elemento della violenza. Effettivamente, ad un'analisi critica risulterebbe altrettanto facile constatare come, in realtà, sia Caino che Abele si macchino, in maniera del tutto naturale, di un crimine, il primo uccide un uomo, suo fratello, mosso da un sentimento di invidia, il secondo sacrifica, per puro fine devozionale, degli animali, pertanto il racconto in se stesso, per lo Gnostico, sarebbe in grado di rivelare una verità essenziale: la legge prima su cui si fonda ogni movimento in questo universo, e che, inoltre, ne permette la continuazione, è la violenza.

 
Soltanto Seth, secondo la mitologia diffusa presso queste particolari comunità Gnostiche, può essere considerato un “diverso”. Il terzo figlio di Adamo non nacque dalla violenza, egli venne al mondo a seguito di un atto d'amore, fu un figlio realmente voluto, generato nella più completa consapevolezza, precisamente nel cruciale momento in cui Adamo “riconobbe la sua co-immagine in Eva”, indi per cui Seth e Norea (nati grazie all'intervento del divino) sono gli unici a possedere in cuor loro un elemento pneumatico.
Seth rappresenta dunque l'uomo elevato al di sopra dell'uomo, l'archetipo della ribellione al disegno sanguinario della natura. Non è un caso che l'attenzione posta nei confronti di questo fondamentale personaggio biblico sia il risultato della rielaborazione della vicenda di Genesi per mano dei maestri gnostici egiziani (gli autori dell'Apocrifo di Giovanni appartenevano ad una setta diffusa soprattutto in Egitto) al fine di immettere e propagare aspetti di forte novità provenienti dai culti misterici egiziani all'interno della narrazione biblica. La figura di Seth, infatti, era appellata dai membri di queste comunità anche con un altro, interessante nome: Allogeno, che significa “straniero” ('allo' e 'genos') riconducendola direttamente all'archetipo del dio egizio Seth, protettore degli stranieri e abitatore dei deserti, nonché personificazione delle forze titaniche e primordiali avverse alle leggi del cosmo.





DI: Valentina Achamoth


BIBLIOGRAFIA:

Luigi Moraldi, testi Gnostici, UTET:
- Il Vangelo degli Egiziani,
- L'Apocrifo di Giovanni,
- Natura degli Arconti

Marvin Meyer, The Nag Hammadi Scriptures, “Allogenes the Stranger”, a cura di John D. Turner


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