sabato 2 aprile 2016

Scritture e Frammenti Gnostici: Il Diagramma degli Ofiti

Lo Gnosticismo Classico fu per sua natura sia mitologico sia psicologico. Esso indubbiamente si arricchì di molti elementi simbolici di cui, quasi interamente, si è perduta traccia.
Una delle poche superstiti descrizioni di un simbolo Gnostico fu ritrovata nell'opera di uno dei primi eruditi e teologi Cristiani, Origene. Egli redasse una lunga e dettagliata confutazione nei confronti del filosofo pagano Celso, il quale, precedentemente ebbe messo per iscritto una dura e spregiudicata critica alla Cristianità. Della persona e dell'opera di Celso conosciamo unicamente ciò che ci è pervenuto da Origene medesimo, infatti l'originale trattato contro i cristiani e tutta la conoscenza inerente l'autore sono andati perduti.
All'interno della confutazione di Origene viene fornita la grande disamina riguardante una delle più antiche sette Gnostiche apparse in Occidente. Sembra che Celso e Origene ebbero avuto accesso alla medesima tipologia di diagramma attribuita ad un gruppo Gnostico chiamato “Ofiti”. Il teologo Cristiano riassunse tutta la descrizione di Celso, il quale la introdusse in un contesto di iniziazione rituale. Il testo completo sul diagramma è presente nel Contra Celsus 6, Capitolo 24 e fino al 38.

Una ipotetica ricostruzione del Diagramma è stata presentata nell'immagine qui sotto, basata sul testo di un autore che ha tentato di ricostruire il disegno servendosi dei frammenti descrittivi forniti da Origene. Il volume in questione è: The Gnostics: Identifying an Early Christian Cult, 2006, p 42, di A. H. B. Logan.

Esaminando più da vicino il Diagramma degli Ofiti, è senz'altro possibile notare una grande quantità di similitudini con gli antichi concetti inerenti l'Albero della Vita Cabalistico. In effetti l'Albero Sefirotico così come oggi lo conosciamo (che probabilmente iniziò a prender forma in un'epoca lievemente più tarda) può esser considerato il più rilevante corrispettivo della complessa simbologia del Diagramma Gnostico Ofitico.


La descrizione di Celso sul Diagramma degli Ofiti (secondo Origene):

I seguenti estratti provengono dal Libro 6 del Contra Celsus, capitolo 24:

Esso conteneva una figura, fatta di dieci cerchi separati gli uni dagli altri, ma racchiusi dentro un altro circolo, che si diceva essere l'anima del mondo, e che si chiamava Leviathan.
Il diagramma è diviso da una grossa linea nera, era la Geenna, chiamata anche Tartaro.
Colui che applica il sigillo si chiama il padre, colui che vien segnato col sigillo è chiamato giovane e figlio, e risponde: “Io sono stato unto con la bianca unzione, che proviene dall'albero della vita”.
Quindi Celso indica con precisione la cifra “indicata da quelli che impongono il sigillo, cioè di sette angeli, i quali stanno da una parte e dall'altra dell'anima... di essi gli uni sono angeli della luce, gli altri sono angeli detti arcontici. L'arconte di questi angeli arcontici si chiama il Dio Maledetto. Il Dio dei Giudei, ministro della pioggia e del tuono, creatore di questo mondo, Dio di Mosè e della creazione che si trova in lui.
Dio è veramente tale e degno di maledizione, secondo quelli che hanno queste idee su di lui, in quanto egli ha maledetto il serpente, che recava la conoscenza del bene e del male ai primi uomini.
Questi empii traggono il loro vanto dall'essere chiamati Ofiti, ricavando il loro nome dal serpente, l'acerrimo e più terribile nemico degli uomini, quasi che essi non siano uomini, il cui nemico è il serpente, ma serpenti essi stessi.
Celso torna quindi a parlare “dei sette demoni arconti, il primo è ritratto con la figura di un leone, il seguente, e secondo di numero, è un toro. Il diagramma che avevamo diceva di essere Surièl in forma di toro. Quindi Celso dice che il terzo è un essere anfibio, che soffia in modo orribile, per il diagramma questo terzo è Rafael in forma di drago. Il quarto ha l'aspetto di un'aquila (Gabriel), il quinto ha la faccia di orso, Thauthabaòth. Si tramanda la notizia che il sesto secondo costoro abbia il volto canino; il diagramma indicava che costui è Erathaòth. Il settimo ha un volto asinino, ed ha nome Thafabaòth oppure Onoèl.”
Celso andando avanti racconta che “vi sono alcuni che ritornano alla figura degli arconti, di modo che taluni fra essi divengono leoni, o aquile, o orsi, o cani.” Nel diagramma che tenevamo abbiamo anche trovato ciò che Celso chiama “un rettangolo”, e le parole che quegli sciagurati pronunziano sulle porte del paradiso. Come diametro di una specie di cerchio del fuoco era disegnata la spada fiammeggiante, a custodia dell'albero della conoscenza e della vita.
Essi inoltre affastellano altri discorsi, parole di profeti, e cerchi su cerchi, ed emanazioni della chiesa terrestre e della circoncisione, ed un potere emanante da una certa vergine Prùnicos, ed un'anima vivente, un cielo immolato affinché possa vivere, ed una terra immolata con la spada, e molti uomini immolati perché possano vivere, ed una discesa di nuovo angusta. Dappertutto compare là l'Albero della Vita e la resurrezione della carne dall'albero.
Essi interpretano certe parole scritte fra i cerchi, nella parte superiore, al di sopra dei cieli, fra cui ci sono queste due “più grande” e “più piccolo”, per indicare il Padre e il Figlio. Noi invero abbiamo trovato nel diagramma “il cerchio più grande” e “il cerchio più piccolo”, e sul diametro di essi era scritto “Padre” e “Figlio”.


La descrizione di Origene sul Diagramma:

I seguenti estratti provengono dal Libro 6 del Contra Celsus, capitolo 24 fino al 38:

Dentro il cerchio grande, in cui era disegnato il piccolo, ed un altro cerchio, fatto di due cerchi, uno di colore giallo all'esterno, e l'altro azzurro all'interno, vi era una sbarra a forma di scure; al di sopra di questa sbarra un piccolo cerchio, che toccava il più grande dei precedenti, con sopra scritto “amore”, e al di sotto, un altro, che toccava il cerchio, con la iscrizione “vita” [Zoe]. In questo secondo cerchio, fatto intrecciato all'altro, e che racchiudeva due altri cerchi ed una figura romboide, si leggeva “Provvidenza della Sapienza” [Pronoia Sophia], e nell'interno della loro sezione comune era scritto “natura della Sapienza”, più in su della loro sezione comune vi era un cerchio, dove era scritto “conoscenza” [Gnosi], e più in basso un altro cerchio con l'iscrizione “intelligenza”.


DI: Valentina Achamoth

- Fonti utili: gnosis.org




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