mercoledì 3 febbraio 2016

V.I.T.R.I.O.L.

"Io ti dico che sono la cosa stessa, ma tu non mi puoi toccare; reco in me l'origine degli animali, delle erbe e dei minerali." (Dialogo tra Saturno e un chimico, Francoforte 1706)

Una volta Crono-Saturno era il fiero sovrano della sempre giovane Età dell'Oro, ma da quando - come si narra nell'Illiade - suo figlio Giove lo spodestò, relegandolo sotto terra, versa in condizioni pietose: egli incarna infatti la morte con la falce, ossia l'aspetto distruttivo del tempo, nonché l'iniziale "porta delle tenebre" dell'Opera, attraverso cui deve passare la materia per essere "rinnovata nella luce del Paradiso" (Ireneo Filalete).
A lui è associato il livello più basso, la materia più grezza, la base della costruzione del mondo: pietre, terra e piombo (antimonio). Bohme lo chiama il "reggente freddo, tagliente, severo e arcigno", che creò lo scheletro del mondo. Alle influenze del suo pianeta erano attribuite miserie e disgrazie di tutti i tipi. I neoplatonici, però, lo elevarono a "figura più importante di un pantheon filosofico". Secondo Plotino, simboleggiava lo spirito puro, mentre Agrippa di Nettesheim lo definiva "un signore grande, saggio e intelligente, il creatore della contemplazione silenziosa", nonché "il custode e lo scopritore dei segreti" (De occulta philosophia, 1510).
Gli alchimisti lo promossero a loro patrono e a figura centrale con cui si identificavano.

"O signore dal nome sublime e dalla grande potenza, signore supremo, signore Saturno, tu il Freddo, lo Sterile, il Cupo e l'Esiziale; tu la cui vita è sincera e la parola verace, tu il Saggio, il Solitario, l'Impenetrabile; tu che mantieni le promesse; tu che sei debole e stanco, tu che più di ogni altro l'affanno grava, tu che non sai né il piacere né la gioia; vecchio furbo che conosci tutti gli artifizi, tu che sei ingannatore, saggio e sensato, che porti la prosperità o la rovina, che fai gli uomini fortunati o sfortunati! Ti scongiuro, Supremo Padre, con la tua grande benevolenza e la tua generosa bontà, compi il voto del mio cuore." 

L'iscrizione dell'immagine, finalizzata alla meditazione, esorta alla conoscenza saturnina di sé. "Esplora l'interno della terra e per mezzo della rettificazione (purificazione attraverso reiterata distillazione) troverai la pietra occulta."
Il numero sette delle sublimazioni - Goethe parla dei sette forni dell'anima - era associato a Saturno in quanto settimo pianeta del sistema cosmologico.


BIBLIOGRAFIA:

- Alezander Roob, Alchimia & Mistica, ed. Taschen 
- Jean Seznec, La Sopravvienza degli antichi Dèi, 
- Enrico Cornelio Agrippa, De Occulta Philosophia
- Ireneo Filalete, Opere, Ed. Mediterranee 




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