domenica 31 gennaio 2016

Il Salmo sull'Anima e l'ipotesi di Hilgenfeld

"Principio generatore dell'universo fu la mente primogenita,
il secondo fu il caos diffuso del primogenito,
terza l'anima accolse, nel suo agire, questo principio:
per questo rivestita forma di cervo
è travagliata, dominata, nella sua azione, dalla morte.
Ora avendo il dominio osserva la luce,
ora precipitata nelle miserie piange:
ora piange e si rallegra,
ora piange ed è giudicata,
ora è giudicata e muore,
ora nasce
e infelice non avendo scampo dai mali
vagando entra nel labirinto.
Allora Gesù disse: Osserva, Padre;
essa cercando il male sulla terra
si allontana dal tuo soffio,
Cerca di fuggire il caos amaro
e non sa dove passare.
Per lei mandami, Padre;
avendo i sigilli scenderò,
traverserò tutti gli eoni,
rivelerò tutti i misteri,
mostrerò le figure degli déi.
L'arcano della santa via,
chiamandola gnosi rivelerò."

Salmo Naasseno sull'anima (Ippolito, Confutazione V 10,2)

Ciò che, all'interno di questo salmo, è interessante notare riguarda la sfera rigorosamente filologica.
Nella maggior parte delle traduzioni apportate all'antico scritto l'espressione "mente primogenita" viene favorita (vedi sopra) in quanto l'ipotesi comunemente accettata tra filologi e traduttori è quella secondo cui la parola "nous" risulti essere un termine più corretto rispetto al senso dell'intero testo.
Nonostante le concordanze in merito, val la pena di riportare alla memoria un notevole tentativo di Hilgenfeld, che si ritrovò ad introdurre una novità, proponendo il termine "naas" come correzione a "nous", il cui prevalere, secondo lo studioso, sarebbe stato unicamente frutto di una superficiale opera di traduzione, viste le grandi difficoltà che testi antichi e rinvenuti in uno stato incerto come il salmo in questione erano in grado di provocare. Il termine "naas", a suo dire, era più in linea con il significato intrinseco, e con il particolare messaggio allegorico che caratterizzava, nel complesso, gli scritti appartenenti al culto dei Naasseni, i quali, effettivamente, guardavano al serpente - figura mutuata dai misteri pagani ed esplicitamente identificata con il rettile in Genesi - come al principio della vita. Per Hilgenfeld trattavasi, dunque, questa, di una traduzione più coerente, poiché, attraverso un'analisi relativa ad altri documenti risalenti ai culti ofitici (i culti nei quali era compresa la setta dei Naasseni) si poteva immediatamente notare come il serpente avesse un ruolo di "datore primogenito di vita".
In un salmo presente nella Confutazione V di Ippolito e attribuito alla setta ofitica dei Perati si legge:

"Se qualcuno ha occhi per vedere, alzando lo sguardo verso il cielo vedrà la bella immagine del Serpente, avvolto in spire all'inizio del firmamento, il quale diviene, per tutti gli esseri che vengono al mondo, il principio di ogni movimento. Allora comprenderà che nessun essere, né in Cielo, né in terra, né negli inferi, viene formato senza il Serpente [...]"


DI: Valentina Achamoth


BIBLIOGRAFIA:

- Testi gnostici Cristiani, a cura di Manlio Simonetti, ed. UTET
- Testi Gnostici, a cura di L. Moraldi, ed. UTET
. Nathaniel Deutsch, L'immaginazione Gnostica, ed. Arkeios





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